giovedì 3 novembre 2016

37/2016 - Ritorno a Juba

è davvero tantissimo tempo da quando ho pubblicato l'ultimo post, non mi ricordo nemmeno di che cosa avessi parlato…. anyway, back on track now. Ah no, qui è il blog italiano, ci provo.

Beh, credo tutti sappiate che sono tornato a Juba il 1 settembre dopo quasi due mesi di ferie - c'è chi può e chi non può - passate tra UK e Italia. Durante quei giorni a Juba era scoppiata una breve ma assai intensa guerra civile e casa nostra si trovava proprio in mezzo alle due fazioni combattenti. In quei giorni i due frati rimasti hanno passato la maggior parte del tempo sdraiati sul pavimento per ridurre la possibilità di essere colpiti da proiettili vaganti. Quasi tutte le chiese della città, compresa la nostra, sono diventate zone di soccorso con molta gente che ha trascorso giornate in Chiesa tra mura un po' più spesse delle proprie capanne di fango.
Dopo qualche giorno i combattimenti sono finiti, ma la situazione rimaneva assai precaria e incerta. To cut a long story short, ai frati fu suggerito di lasciare il paese per qualche tempo. E così ecco che sono tornato io il 1 settembre. Sono rimasto in casa da solo, con un prete diocesano per quindici giorni poi mi ha raggiunto fr. Jesus Aguirre e al momento siamo ancora no due e devo dire che le cose vanno molto bene.

Come diceva un saggio frate, quando i cavalli finiscono fanno correre anche i somari e quindi eccomi come parroco della nostra bella parrocchia che comprende parecchie attività più diversi centri in alcuni villaggi limitrofi e quattro cappelle all'interno di un IDP camp. Il lavoro non manca.

La situazione, almeno in capitale, è abbastanza tranquilla, ma fuori città non si può andare. Da fine giugno non siamo più andati nei villaggi (solo in uno un mesetto fa) ma per il resto niente. Nel primo villaggio fuori Juba ho saputo che hanno rubato tetto e porte della cappella… nel secondo villaggio… non c'è più, ci sono passato davanti e non c'erano più capanne ne altare sotto l'albero dove di solito si celebrava… e in quelli più lontani hanno invece problemi davvero grossi, per strada ci sono troppi gruppi armati. Spero che la situazione migliori il prima possibile per visitare quelle piccole comunità.

La guerra comunque non ferma la gioia e in Parrocchia abbiamo avuto un'ottima giornata dei giovani, direi anche nottata visto che abbiamo passato la notte svegli nel compound della Chiesa. E' stato molto bello e le foto che allego riguardano proprio quella festa.

Per ora è tutto

Pace e ogni bene

Salaam takum

Abuna Loro

With the group of Lotuko Dance


Miscellanea with the Drama Group


Chierichetti troppo felici

Selfie con gli attori


Ballo iniziale di benvenuto da parte del gruppo giovani




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