sabato 1 luglio 2017

7/2017 Noelmusuk... o qualcosa del genere

Devo ammettere che da molte parti mi arrivano richieste, anche di grandi fondazioni, per fare offerte economiche per la missione. Tutto ciò è bello e dà a tutti noi una certa sicurezza, ma la domanda che a volte ci poniamo è proprio sui grandi progetti: costruire scuole, grandi cliniche, organizzare terreni per l'agricoltura, formazione per l'emancipazione delle donne, e chissà quanto altro. Di tutto questo c'è un estremo bisogno qui in Sud Sudan e noi, frati minori, potremmo essere quel canale di sviluppo tra il mondo ricco e questo luogo che sembra essere fatto solo di necessità.

OPPURE

Conoscere uno ad uno chi sia nel bisogno, guardarlo negli occhi, stringergli la mano, farsi sentire vicino, dare una speranza che i soldi non sempre riescono a dare.

Mi dispiace ammetterlo, anzi no per niente, ma io sono più su questa linea. E cosa succede? Che al momento ci siamo ritrovati, come fraternità, a rifiutare grossi finanziamenti per la costruzione di una scuola elementare.
Tuttavia molti amici, vicini e lontani, ci stanno aprendo il cuore perché possiamo stringere quelle mani che molte volte non aspettano altro. Grazie a tutti voi che ci aiutate e ci sostenete con la vostra preghiera, motore dell'Amore che vuole solo donarsi.

Qualcuno di voi ci ha fatto arrivare del materiale per piccole medicazioni o un primo soccorso ed eccoci qui, con i bambini di strada come domenica scorsa (vedi post precedente) e con Noelmusuk (non sono convinto di come si scriva questo nome), un ragazzino di 25 anni, investito da una macchina e con un tutore esterno da 9 mesi; adesso sembra che ci sia anche una infezione all'osso, speriamo che non gli debbano amputare la gamba. Sta sdraiato tutti i giorni e tutto il giorno su piccole coperte nel compound di casa e ci aspetta. Sì, da più di due settimane andiamo da lui per medicargli la ferita, ma lui sembra essere più interessato alla nostra visita che alla medicazione.

Seminando in modo piccolo poi tutto cresce, la Croce Rossa Internazionale è stata coinvolta nel suo caso e chissà che tutto non si sistemi.


     NOELMUSUK col cappello che gli ho regalato ieri

Qui insieme ad Antonio, un infermiere volontario, anche lui coinvolto e ci ha dato ottimi consigli!! Grazie Antonio











Un Selfie non manca mai







Scusate se non so aprire una grossa clinica, ma finché sapremo sederci per terra con chi è per terra questo mondo avrà una speranza, il seme si butta per terra no?

Ogni pomeriggio, quando andiamo a piedi a casa del nostro amico arrivano anche una marea di bambini che ci assistono incuriositi, prima di tutto per il colore della nostra pelle e poi per quello che facciamo. Eccoli i nostri assistenti

Quando la felicità non dipende da ciò che si ha


Parlando di piccoli progetti che crescono ecco cosa è successo solo dopo una settimana in cui abbiamo incontrato i bambini di strada. 

Mamma Betty, la signora che ci ha portato da questo tesoro nascosto per le strade di Juba, sta affittando una casa dove vuole accogliere i bambini. Manca qualche documento dell'avvocato e del governo e poi, insieme, potremo aprire "Casa Santa Chiara". Per chi vive per strada sarà una villa, un sogno. Qualcuno mi ha chiesto "Abuna, quando andiamo a casa potremo anche studiare?". Ho promesso un sì, so che gli aiuti per pagare anche la scuola arriveranno.

CASA SANTA CHIARA

Non so voi, ma io ci andrei subito a vivere.

Quanti "Noelmusuk" ci sono dove abitate voi? Quanti bambini di strada?

RABUNA KELII SAAIDU ITA

Abuna Loro



domenica 25 giugno 2017

6/2017 Le sue vie non sono le nostre vie

A volte si aprono strade o porte o vie che non immaginavamo nemmeno, in fede le dobbiamo riconoscere come le migliori e ieri è stata una di quelle domeniche che mi ha sorpreso, toccato, ma soprattutto fatto vivere per ciò in cui credo.

La mattina è stata vissuta in chiesa, nella nostra piccola parrocchia fatta di fango e tetto in lamiera. Erano presenti due nuovi frati, fr. Joe Walsh dall'Irlanda, che dovrebbe rimanere con noi per almeno sei mesi e fr. Roberto Bongianni che è in visita a Juba fino a fine luglio. Insieme abbiamo celebrato le due messe, in inglese ed in bari, e le quasi quatto ore sono davvero volate senza stancarci, anzi dandoci un po' di energia che abbiamo poi usato fino all'ultimo durante il resto della giornata.

Il pranzo è stato fugace, qualche cosa offerto da una parrocchiana e alcuni avanzi di non so quanti giorni fa e non voglio sapere, tutto ottimo.

Poi siamo partiti. Ho chiamato Mamma Betty, una donna dal cuore grande che sembra voler aiutare il mondo in modo silenzioso e, come si dice in inglese one by one, uno a uno. Con lei siamo andati a trovare Pitia, un uomo che non cammina e vive su una sedia a rotelle trasformata in bicicletta con la quale gira per le vie vicino a casa sua mendicando ogni giorno sperando di potersi prendere qualche cosa da mangiare. La famiglia, che non vive nemmeno distante da dove si trova lui, l'ha abbandonato, Mamma Betty e quindi nemmeno noi. Vive in una capanna presso una delle vie centrali di Juba e con la stagione delle piogge gli si riempie di acqua. In settimana andremo per qualche riparazione.


Ecco il nostro amico, pedala con le mani... si può dire pedala con le mani??? mah...

Dopo questa breve visita siamo andati a trovare una donna che vive in condizioni ancora peggiori, non pubblico la foto, e che ha perso tutti i figli. Ha una capanna sgangherata e ci ha chiesto se le costruiamo la porta, e così faremo.

Finito queste visite siamo tornati a casa e insieme a Roberto siamo andati a medicare un ragazzo della parrocchia. Ha 23 anni e nove mesi fa gli hanno messi dei ferri in una gamba causa una frattura scomposta. Non ha mai fatto alcun tipo di controllo e ha tenuto lo stesso bendaggio per tutto questo tempo. Ogni pomeriggio vado a trovarlo, medico la ferita e la piaga che si è formata e poi provo a farlo camminare, il corpo si sta un po' atrofizzando. Tra oggi e domani lo porteremo alla Croce Rossa Internazionale che dovrebbero avere personale certamente più qualificato di me per aiutarlo.

Fatto questo abbiamo ripreso la macchina e siamo andati dai ragazzi di strada, li abbiamo trovati che sniffavano colla mista a benzina in piccole bottiglie di plastica... quasi tutti fatti, ma in grado di capire. Occhi smarriti, assenti per fuggire ad una realtà che è disumana nei loro confronti. Li abbiamo medicati; ferite di ogni genere... Ho consumato quasi tutte le bende e garze che avevamo in casa e adesso me ne devo far arrivare altre, avremo bisogno di aiuto per questo. Non c'era una ferita che non fosse un banchetto per mosche, anche mettendo disinfettante continuavano a mangiare la carne dei ragazzini. Due di loro sono da portare in ospedale essendosi formata una bella infezione, spero che siano in tempo. Mamma Betty li accompagnerà questa mattina.




Questa è stata la nostra giornata di ieri.

Desidero condiverla per aprire un mondo troppo spesso nascosto, vi ricordo che non siamo eroi né persone speciali, semplicemente stiamo rispondendo ad una esigenza che ci è nata sotto gli occhi e spero che ciascuno di voi faccia lo stesso ovunque si trovi.

Pace e ogni bene

Abuna Loro

venerdì 9 giugno 2017

Creiamo Lavoro in Africa

COMITATO DI COLLEGAMENTO DI CATTOLICI PER UNA CIVILTÀ DELL'AMORE

PRESENTAZIONE
Lancio della Campagna
CREIAMO LAVORO IN AFRICA e opportunità di reciproco sviluppo sostenibile

La situazione sempre più drammatica dei migranti manifesta chiaramente l'urgenza di aiutare i popoli dalla miseria e dalla fame direttamente nella loro terra e nei loro Paesi, senza aspettare che debbano emigrare.

La società civile da decenni sostiene la cooperazione allo sviluppo delle Istituzioni e noi, insieme ai Missionari, abbiamo promosso la formula dei microprogetti e delle microimprese di sviluppo nei PVS, ottenendo grandi risultati sul posto perché, ogni microprogetto ed il lavoro di un capofamiglia in Africa beneficia mediamente fino a 200 abitanti di villaggio o di comunità povera.

Perciò il Comitato ha proposto, fin dal 2011, ai Vertici delle Istituzioni, di adottare la formula delle microimprese di lavoro in Africa per evitare la miseria e la minaccia dell'emigrazione forzata.

Il Governo Italiano e la UE hanno accolto le proposte ed hanno istituito fondi crescenti a partire dal Fondo Fiduciario per l'Africa nel 2015 per creare lavoro a giovani, donne, lavoratori sul posto con nuove microimprese che, assistite da nostre aziende e PMI, offrirebbero nuove opportunità di lavoro anche per tanti giovani.

Pertanto ora lanciamo la Campagna di sensibilizzazione "Creiamo lavoro in Africa e opportunità di reciproco sviluppo sostenibile", con i cittadini e le persone di buona volontà attraverso la formula "Adotta un papà nel sud del mondo" tramite i Missionari in loco; le imprese italiane e gli Enti interessati a nuove forme di sviluppo sostenibile, per favorire una risposta continuativa ed efficace al dramma sempre più grave dei tanti migranti.

Per informazioni:

www.civiltadellamore.org

Sede Legale Via S. Antonio 5 - 20122 Milano C.F. 97119110159 - ONLUS
Iscritta al Registro Gen. Volontariato Reg. Lombardia Decreto n. 54034 e Reg. Lazio n. 1187 Segreteria di Roma: Via Doganale 1 - 00043 Ciampino c/o Il Carmelo tel 06 79.35.0412 - tel/fax 06 79.60.252 e-mail:
microprogetti@civiltadellamore.org - www.civiltadellamore.org

martedì 23 maggio 2017

5/2017 cartoline dal Sud Sudan




finalmente la stagione delle piogge che rinfresca un po', colora di verde e distrugge le strade sterrate... ma non si può avere tutto dalla vita. Queste foto sono in netta contraddizione con ciò che questo paese sta passando, qualcuno ha detto che sembrano la terra di mezzo degli hobbit e altri che danno un senso di pace e di tranquillità, invece, nonostante i bei colori e la poesia di capanne di fango (sfido qualsiasi occidentale a vivere in una capanna di fango...) sono teatro di atroci crimini. Si spara anche sotto il sole, durante una bella giornata c'è chi viene ucciso in nome di non si sa che cosa; ma non sempre è così. Ci sono tantissime cose belle in questo paese. Quando si va nei villaggi si viene ospitati in queste capanne, dove non vivrei mai, e la gente è semplice e vive in un epoca, forse in un'era, passata, lontana nel tempo. Si cucina ciò che si coltiva e si caccia - niente supermercati - a cinque anni si deve badare ai fratellini più piccoli, dopo i sette si cammina ore per prendere acqua, in età fertile si possono fare figli superati i 40 si è vecchi e ci si spegne (psicologia dell'età evolutiva che mi dici?).

Buona giornata a tutti
Abuna Loro

mercoledì 17 maggio 2017

4/2017 perché non tutto è dato per scontato

Molte cose pensiamo scontate e forse, nella nostra parte di mondo, lo sono, ma qui no purtroppo. Di cosa parlo? Del cibo...

Grazie a p. John Skinnader siamo riusciti a trovare fondi e consegnare  cibo ad un intero villaggio, e adesso stiamo lavorando per farne avere anche ad altri, non facile, i rischi sono tanti e i prezzi altissimi.

Grazie a tutti coloro che ci sostengono, nulla va perduto.

Che Dio vi benedica tutti

Pace

Abuna Loro

 E qui la distribuzione del cibo




sabato 4 febbraio 2017

2-2017 Brevemente

E pure gennaio è passato, bene così, vuol dire che ci avviciniamo alla stagione delle piogge. Devo ammettere però che quest’anno la stagione secca non è così male come l’anno scorso e che anche il mio corpo si è abituato, basta considerare che se la temperatura scende sotto i 25 gradi sento freddo… Lol…

In questi giorni abbiamo avuto la visita del nostro ministro generale, fr. Michael Perry e con lui abbiamo preso alcuni contatti importanti per la nostra missione, soprattutto  con CRS - Catholic Relief Service - con i quali collaborerò per organizzare seminari su “Pace e Riconciliazione” per i giovani di Juba e all’interno degli IDP Camps - Internal displaced people -  campi di protezione dei civili gestiti dai caschi blu delle Nazioni Unite.

Allego alcune foto del campo dove ogni settimana andiamo a fare servizio come assistenza spirituale e con seminari di educazione alla pace.


All'interno del primo hangar che vedete sulla sinistra è dove celebriamo la messa.


Un altro pezzettino della nostra vita qui a Juba.

Pace e ogni bene a tutti

Abuna Loro!!

domenica 22 gennaio 2017

1/2017

Non possiamo certo pretendere, o forse sì?, precisi lavori ingegneristici credo, soprattutto quando a seguire i lavori è uno come me che di ingegneria sa solo che è una materia universitaria, le misure le prende a occhio e l’estetica è superiore alla funzionalità….

Abbiamo costruito, hanno, uno schelter (non so come si dica in italiano) per le macchine che presenta due impressionanti caratteristiche:
1) E’ talmente alto che le macchine sono all’ombra solo a mezzogiorno quando il sole è a picco
2) è talmente stretto che per parcheggiare devo fare almeno tre manovre

Comunque, oggi penserò a qualche soluzione... forse...

La vita a Juba prosegue bene, per quello che ci è concesso, ma nel resto del paese la situazione è quasi insostenibile.

In fraternità ci sono dei cambiamenti: fr. Jesus Aguirre dal Messico ritorna a casa per un anno, mentre giovedì arriva un frate polacco, quindi saremo di nuovo in due e il lavoro è tantissimo, ma il Signore dà sempre la grazia necessaria quindi non sono preoccupato.

Ecco due foto



E nel frattempo i nostri ragazzi continuano a lavorare producendo bellissime croci da vendere in tutto il mondo, sempre che qualcuno voglia continuare ad acquistarle per mantenere i giovani della nostra parrocchia



Per ora è tutto

Pace e ogni bene

Federico